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Romana de Carli Szabados

Finis Austriae

La santità dell'ultimo imperatore


Prezzo: € 18,00 (corriere ed estero 28,00)

Scontato a 15,30 (corriere ed estero 25,3)

offerta valida per un tempo limitato


 

Collana: Storica 33

Argomento: Carlo d’Asburgo, Asburgo, impero austro–ungarico, beatificazione, papa Giovanni Paolo II, ultimo imperatore, esilio, storia contemporanea

Pagine 196 con illustrazioni

Tipo di copertina: brochure

Isbn: 978-88-6409-114-3

Data di pubblicazione: novembre 2011


Recensioni:

Città Nuova Online 5 febbraio 2012

"Romana de Carli Szabados, “Finis Austriae”, Fede & Cultura, euro 18,00 – La vicenda di Carlo I d’Asburgo, l’ultimo imperatore dell’Impero austro-ungarico ora beato, minuziosamente rivisitata con esemplare partecipazione. La ricostruzione del personaggio, fatta dall’autrice istriana, privilegia il santo piuttosto che l’uomo di governo".


Fabio Favretto, Recensione Dicembre 2011

De Carli Szabados - un nuovo libro sulla "Fins Austriae"

Il Piccolo, 11 novembre 2011 p. 33

Gli Asburgo sono il tema prediletto della narrativa di Romana de Carli Szabados che in una quindicina di libri è andata via via rivisitando gli esponenti di quella dinastia, una rivisitazione in cui acutezza psicologica e partecipazione emotiva caratterizzano il tratto distintivo di uno scrivere personalissimo. Il nuovo libro dell’autrice nata a Pola, “Finis Austriae. La santità cercata” (edizioni Fede & Cultura, Verona; prefazione di Franco Fornasaro, pagg. 200) verrà presentato oggi alle 17.30 alla libreria Svevo di Galleria Fenice, via Battisti, e a parlarne sarà Aldo Rampati, segretario regionale dell’Associazione Italia Austria, cui seguiranno gli interventi di Carla Guidoni e Renato Borsotti. L’autrice sarà presente. Se la figura di Carlo I, proclamato beato a Roma il 3 ottobre 2004, aveva già affascinato Szabados in una delle sue precedenti pubblicazioni, l’ultimo imperatore d’Austria Ungheria ritorna, da protagonista, con ulteriori e approfondite sfaccettature, in questo nuovo libro il cui capitolo conclusivo è dedicato a Otto d’Asburgo che, morto lo scorso 4 luglio, era il primogenito del sovrano. Un sovrano divenuto imperatore ventinovenne, nel 1916, alla morte di Francesco Giuseppe di cui era pronipote.

E imperatore, Carlo lo fu per soli due anni durante i quali assistette impotente, nonostante i tentativi di pace al tracollo dell’impero, in una Europa che il primo conflitto mondiale stava dilaniando. Di questo Asburgo l’autrice evidenzia subito la purezza, l’integrità e quel fervore religioso amorosamente condiviso con Zita di Borbone Parma, moglie e madre esemplare. Un breve percorso umano e imperiale quello di Carlo, cui tuttavia il destino non fece sconti, quasi la fatale sequenza di drammi e di lutti che aveva segnato la dinastia, non potesse risparmiare anche l’ultimo giovane sovrano che nei due soli anni di regno e i tre dell’esilio, sofferse più di tutti i suoi predecessori insieme. Una sofferenza, che Szabados – germanista e traduttrice – rende palpabile nelle commoventi pagine sull’agonia dell’imperatore a Madeira ove morì, non ancora trentacinquenne il primo aprile 1922. E sul letto di morte, Carlo volle avere vicino il piccolo Otto, il primogenito che, adulto, rinunciò a ogni pretesa dinastica e diventò parlamentare europeo. Di lui l’autrice fa un “ritratto” che non può non coinvolgere il lettore.


Grazia Palmisano