Il Prof. Giovanni Zenone dona al Papa il volume di P. Stanley Jaki "Cristo e la Scienza"
Lunedì 6 novembre 2006 il nostro Direttore, il Prof. Giovanni Zenone Ph.D. ha rappresentato Fede & Cultura partecipando come uditore ad una seduta della Pontificia Accademia delle Scienze ed ha avuto un breve colloquio privato con Sua Santità Papa Benedetto XVI. Ha presentato l'apostolato culturale di Fede & Cultura, ha donato un volume di P. Stanley Jaki molto apprezzato dal Papa, ed ha implorato l'Apostolica Benedizione sul nostro Apostolato della Buona Stampa. A distanza di tre giorni è giunta la lettera di Benedizione (vedi sotto).
Il passo del Papa
Riportiamo una breve
intervista al nostro Direttore, Prof. Giovanni Zenone, sulle
impressioni avute all’udienza col Papa.
Quali sono state le
sue impressioni dell’incontro con Benedetto XVI?
Mi ha colpito il passo leggero e direi quasi timido con il
quale è entrato nella sala nella quale lo stavamo aspettando. Non ho mai
incontrato persone così delicate, timorose di imporsi, nonostante il ministero
e la potestà universale che Gli competono. Forse la cosa che più mi ha colpito
è stata proprio questa. La sua discrezione e umiltà nel presentarsi davanti
alle persone. Più ancora di quello che ha detto è stato il suo modo di fare che
mi ha messo in crisi.
In che senso l’ha
messa in crisi?
Io sono abituato a fare battaglia culturale per la Verità, e
in battaglia si combatte, si menano fendenti, si schivano le bordate del
nemico. È una guerra piena di eroismo e di passione, ma è una guerra, dove a
volte anche la debolezza umana prende il sopravvento. Nel Sommo Pontefice, che
senza dubbio è un combattente ben più militante e accorto di noi, ho visto
un’attitudine mite, spirituale, umile, senza cedere di un passo sui contenuti
dell’unica vera fede, che mi fa domandare quale sia il metodo giusto. Ho visto
un autentico santo che combatte con vigore per la Verità senza però lasciarsi
pendere la mano dalla foga polemica.
Non è vero allora che è un pastore tedesco, come
dicono i nemici della Chiesa (anche quelli interni)?
Sì, è un vero Pastore, ed è anche tedesco, anzi, è
cattolico, cioè universale. Lui veglia sul gregge di Gesù Cristo, e io Gliene
sono molto grato, soprattutto per il modo con cui lo fa, e cioè tramite la sana
dottrina. I nostri tempi sono infatti difficili. Gesù diceva dei farisei e
degli scribi: “Fate quello che vi dicono ma non quello che fanno”: oggi siamo
arrivati a tal segno di corruzione che non si deve nemmeno più fare quello che
insegnano, perché, come al tempo di sant’Ambrogio, l’errore, prima ancora che
morale, è dottrinale. Oggi si insegnano “dottrine perniciose”. Il Papa non cede
a tali dottrine, ma denuncia e confuta con chiarezza cristallina - per chi lo
ascolta, beninteso. Il problema è che la voce del Papa oggi sono davvero pochi
ad ascoltarla.
Cosa porta con sé,
dopo questo storico incontro?
Porto con me tanta dolcezza e gratitudine a Dio, alla Santa
Vergine e al Papa. Porto con me la Sua benedizione sul nostro lavoro e sui miei
cari. Porto la gioia e la forza per combattere la buona battaglia “per una
proficua attività culturale illuminata dai perenni valori della fede” come
recita la Benedizione apostolica che abbiamo ricevuto. Tengo gelosamente, ma
ben visibili, le foto di questo memorabile incontro. Quella che mi fa più
piacere è quella (pubblicata qui sopra n.d.R.) nella quale il Papa mi guarda
con un sorriso paterno meraviglioso e io stesso sono trasfigurato nel ricevere
questa grazia inaspettata.
Fede & Cultura
La Benedizione del Papa
