Il primo capitolo della saga di J.L. Rowling è una grandissima lettura per l'infanzia (e non solo) in cui la magia è solo una grande verniciatura per veicolare valori ben più importanti come il rispetto per gli altri, il sacrificio, l'amicizia e lo studio. Ma la Rowling parla anche di un tema tabù come la morte e dell'importanza di non vivere confinati in una vita di sogni, oltre che di chiamare le cose (male compreso) con il loro nome. Esattamente il contrario della Pietra Filosofale del titolo, ricercata dal signore oscuro Voldemort perché in grado di assicurare l'immortalità e la ricchezza, oltre che il dominio sugli altri. Bisognerebbe veramente smetterla di considerare la Rowling come un'adoratrice di Satana e la sua opera come un'istigazione alla stregoneria come purtroppo troppi fanno.
Gaetano Masciullo legge le letture proclamate quest'oggi domenica 9 luglio 2023, VI Domenica dopo Pentecoste secondo la forma straordinaria del Rito romano, e ci dà qualche spunto di meditazione per "ruminare" la Parola. Buon ascolto.
Come vivere le relazioni all'interno della propria famiglia? Ce lo mostra la Santa Vergine Maria a Nazareth, attraverso le dolcissime parole scritte da don Ferdinando Rancan.
Analizzando la struttura del "Signore degli Anelli" è possibile enucleare delle linee narrative ben precise che si separano e si ricombinano, ma anche dei rimandi interni e dei collegamenti a "Lo Hobbit", romanzo che lo precede e che funge da modello per buona parte del racconto. Quel che è certo è che Tolkien scriveva in un modo assolutamente particolare e tirava i fili della narrazione a modo suo.