Meditazione del primo sabato di Novembre 2026

Assunzione di Maria Meditazione per il primo sabato del mese di Fatima
Possiamo notare che, dopo la Pentecoste, le Scritture non dicono più nulla sulla vita terrena della Beata Vergine. Lo stesso silenzio avvolge la prima apparizione di Cristo risorto a sua Madre. Questi momenti appartengono solo a Dio, ed Egli ha deciso di non rivelarli esplicitamente a noi.

Pertanto, le circostanze dell’Assunzione sono rimaste avvolte in un velo di mistero. Ma, guidata dallo Spirito Santo, la Chiesa ha approfondito la comprensione della Rivelazione attraverso l’insegnamento dei Dottori, dei santi e dei papi.

Così, la festa dell’Assunzione veniva celebrata già dal VI secolo. In Francia, questa devozione raggiunse il suo apice il 10 febbraio 1638, quando il re Luigi XIII consacrò il regno di Francia alla Santissima Vergine e istituì il 15 agosto come festa nazionale.

Infine, il 1° novembre 1950, papa Pio XII coronò questa fede tramandata nel corso dei secoli e proclamò ex cathedra, nella costituzione apostolica Munificentissimus Deus, il dogma dell’Assunzione della Beata Vergine, in corpo e anima, impegnando solennemente la sua infallibilità pontificia.

Il dogma, tuttavia, non precisa le circostanze esatte della fine della vita terrena della Beata Vergine. È morta? Come è avvenuto? I Dottori e i santi che si sono occupati di questa questione sono quasi unanimi: la Beata Vergine ha conosciuto la morte – convinzione ampiamente condivisa dai cattolici e dagli ortodossi.

San Giovanni Damasceno (VIII secolo), citato nella Munificentissimus Deus, san Germano di Costantinopoli, san Modesto di Gerusalemme, san Gregorio di Tours, san Francesco di Sales e sant’Alfonso de’ Liguori lo hanno scritto, spiegandone il motivo.

Sant’Agostino sottolinea:

«Poiché la Scrittura non menziona né la sua morte né la sua Assunzione, dobbiamo cercare nella ragione ciò che, a questo riguardo, ci sembrerà più conforme alla verità; poiché l’autorità non ha alcun valore senza la verità. Quando dunque considero la condizione umana, non temo di affermare che la Beata Vergine abbia subito la morte temporale».

Contempliamo dunque il mistero della morte della Santa Vergine alla luce degli insegnamenti dei santi e dei grandi predicatori. Nell’ambito della devozione dei Primi Sabati del mese, in cui Maria promette di assisterci nell’ora della nostra morte, cosa c’è di più bello che meditare sul modo in cui la nostra Madre del Cielo ha vissuto lei stessa la morte?

Secondo la Tradizione, la Santa Vergine visse una ventina d’anni dopo la Pentecoste. Sappiamo ben poco di quel periodo, come sottolinea mons. Charles Gay nel suo testo sull’Assunzione:

«La Vergine si mostrava molto raramente in pubblico; non insegnava di propria iniziativa; si può almeno affermare che non lo fece mai pubblicamente.»

Come aveva sempre fatto, Maria viveva in profondo raccoglimento, conducendo una vita di preghiera in unione con suo Figlio.

«Dio non poteva essere né meglio adorato né più amato da una creatura pura. Tutto in Lei era portato al culmine. (…) Ogni secondo vedeva sbocciare dalla sua unione sempre crescente con Dio un nuovo mondo di amore e di santità fino ad allora sconosciuto. (…) Lei chiamava Dio, Dio la chiamava; Lei aspettava, Dio la aspettava.»

(Mons. C. G., p. 378)

L’Eucaristia era certamente il culmine di ciascuna delle sue giornate. Con quale perfezione doveva ricevere la Comunione! Lei, che aveva portato Gesù nel suo grembo per nove mesi, lo portava nuovamente in sé, in un’unione di cuore con Lui che è impossibile descrivere.

Questo raccoglimento non la isolava per questo. Era la Madre della Chiesa nascente. Discepoli e apostoli la consultavano e venivano in gran numero a ricevere da Lei grazie e sostegno.

«Coloro, in gran numero, che avevano avuto la felicità di conoscere Gesù, vedendola, trovavano consolazione per la sua assenza; e coloro che non lo avevano conosciuto potevano ancora contemplarlo nella sua Madre.»

Finché rimase sulla terra, la Santa Vergine fu il cuore della Chiesa nascente:

«È credenza comune della Chiesa che Ella occupasse il posto d’onore al primo dei concili, quello di Gerusalemme.»

(Mons. C. G., p. 367)

La morte della Santa Vergine

Poi giunse il giorno della sua morte. Qui sorge una domanda: perché Colei che era l’Immacolata Concezione ha conosciuto la morte, castigo del peccato originale?

Possiamo avanzare diverse risposte:

L’unione con il Figlio morto sulla Croce. Essendo la Santa Vergine in perfetta unione con Gesù sul Calvario, come immaginare che volesse sottrarsi a ciò che Lui aveva vissuto? Per amore, non poteva che voler vivere e offrire quel momento in unione con Lui.

L’umiltà della morte. Maria, modello di umiltà, non poteva desiderare un trattamento diverso da quello di tutti i suoi figli. Nonostante le grazie di cui Dio l’aveva ricolmata, non cercava di trarne privilegi per sé stessa. Al contrario, rispondeva a questi doni di Dio con la sua immensa umiltà e, essendo la morte il culmine dell’umiltà, la desiderava ardentemente.

Regina dei martiri. La morte dei martiri, sopportata liberamente per Dio,

«è il capolavoro della carità, e quella testimonianza eroica che si chiama martirio. (…) Che cosa è dunque per chi vi si abbandona? L’ultimo tratto di somiglianza con Gesù, il compimento della sua bellezza soprannaturale, il sigillo sacro delle sue virtù, il suo diritto imprescrittibile alla beatitudine. Ma se così è per la morte di tutti i santi, che cosa può essere quella di Maria, che è loro incomparabilmente superiore?»

(Mons. C. G., p. 374)

Regina dei martiri, la Santa Vergine doveva essere anche il loro modello nella morte.

L’assistenza della Santa Vergine alla nostra morte. La Santa Vergine ci ha promesso di assisterci al momento della nostra morte se adempiamo alla sua richiesta dei Primi Sabati. Come avrebbe potuto rifiutare la morte e privarci così dell’esempio perfetto di una buona morte, Lei che proprio vuole aiutarci in questo? Una madre indica la via ai propri figli e vuole condividere le loro prove.

Ma Dio ha posto dei limiti a questa morte di Maria, preservandola dalle conseguenze fisiche legate al peccato. Così come non aveva conosciuto i dolori del parto, non conobbe il dolore nell’ora della morte né il decadimento del suo corpo. Se molti santi hanno emanato un profumo meraviglioso al momento della morte, quanto deve essere stato splendente il corpo di Maria!

«Innanzitutto, Ella non morì né di malattia né di vecchiaia. La malattia, figlia del peccato, non poteva avere accesso in una creatura più lontana dal male di quanto lo sia il cielo dall’inferno.»

(Mons. C. G., p. 376)

San Francesco di Sales insegna che la Santissima Vergine morì d’amore.

Dio le permise anche di conoscere l’istante della sua morte, come ha fatto per alcuni santi. La mattina di quel giorno, Maria aveva senza dubbio ricevuto la Comunione, preparandosi a ricongiungersi con suo Figlio.

«Allora, annientandosi in un ultimo atto di umiltà, di riverenza e di gratitudine senza misura, la Vergine ricevette il permesso di liberare finalmente il suo amore seguendo lo slancio supremo del suo Cuore; e, per imitare Gesù fino in fondo, avendo detto o pensato queste parole: “Signore, affido la mia anima nelle tue mani”, passò da questo mondo all’altro, dal tempo all’eternità, dall’apice della grazia all’apice della gloria.»

(Mons. C. G., p. 376)

Secondo la tradizione che qui seguiamo, ciò avvenne a Gerusalemme. San Giovanni e san Pietro erano molto probabilmente presenti, forse insieme ad altri apostoli. Poi, dopo averla vegliata, la deposero in un sepolcro, come era stato fatto per Nostro Signore.

«Nella valle di Giosafat, situata tra il monte Sion e il Monte degli Ulivi, sorge una meravigliosa chiesa dedicata a Maria; ivi si mostra ancora una tomba vuota, dove, secondo la tradizione comune, quella beata Vergine era stata sepolta», ci dice san Girolamo.

È lì che, sull’esempio del Figlio, il suo corpo rimase probabilmente fino al terzo giorno. Poi Nostro Signore venne a prendere il suo corpo risorto, facendo salire al Cielo la Madre, anima e corpo, trasportata da una miriade di angeli.

La meravigliosa Assunzione

Contempliamo con due santi questa meravigliosa Assunzione:

«È in questo giorno illustre che la Vergine Immacolata fu rapita nelle altezze dei cieli, dove siede su un trono di gloria, accanto al suo divino Figlio. (…) Immaginiamo dunque l’intera corte celeste che si affretta ad andare incontro a questa regina circondata da una luce scintillante; tra inni e canti, ella viene condotta fino al luogo sublime che le era stato preparato prima della creazione del mondo. (…) Il Signore degli eserciti, scortato dalle sue falangi vittoriose, si fece avanti di persona per andare incontro alla sua degna Madre e renderle onore; e dopo averla introdotta nel suo regno, dimostrandole tenero affetto, la fece sedere maestosamente alla sua destra.»
San Girolamo

«Questo giorno di trionfo e di suprema felicità per te, nostra dolce Regina, è motivo di gioia e di continua ammirazione per tutti i secoli; poiché oggi non solo siete ricolmate di una gloria incomparabile, ma anche il cielo stesso, con tutto ciò che contiene, è adornato da una nuova gloria grazie alla vostra presenza, che ne accresce lo splendore oltre ogni pensiero e ogni espressione. Quando siete entrata in questa dimora beata, o illustre Sovrana, l’avete nobilitata con l’eccellenza delle vostre virtù e dei vostri meriti, e al tempo stesso l’avete arricchita con la sovrabbondanza delle vostre grazie e delle vostre misericordie».
Sant’Anselmo



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