Sebbene Tolkien descriva gli Hobbit come scalzi, lui stesso ha ritratto per ben due volte Bilbo Baggins con addosso degli stivali neri. Lo si può vedere molto bene nell'illustrazione che accompagna il capitolo "Strani alloggi" de "Lo Hobbit", dove Bilbo viene ritratto al risveglio accanto a un'aquila.
Círdan è uno degli Elfi più affascinanti del legendarium tolkieniano: è uno dei più vecchi, cosa che lo pone in relazione all'inizio dei tempi, e uno dei più saggi. Agisce in sottofondo per 10.000 anni e combatte sempre contro il male: riceve uno degli Anelli del Potere ma lo cede a Gandalf e resta sempre nella Terra di Mezzo per costruire le navi che porteranno gli Elfi nelle Terre Immortali di Valinor.
Ecco come Tolkien risponde alle voci interne al suo Mondo Secondario secondo cui (come riportato nei "Racconti incompiuti") Gandalf sarebbe stata un'apparizione del Vala Manwë in una forma simile a quella umana.
Contrariamente a quello che sostengono i suoi interpreti confessionali, il cattolicesimo di Tolkien traspare dal suo legendarium: mai in maniera palese e in scala uno a uno, ma come rielaborazione indipendente. Lo si può vedere nel racconto della caduta e del peccato originale: diverso per gli elfi e per gli uomini, non si pone in contrasto con la Genesi biblica ma potrebbe armonizzarsi con essa.
Cosa succede agli eroi protagonisti dei grandi cicli della Prima Era, Berem, Túrin, Tuor ed Eärendil? Muoiono tutti oppure il destino riserva qualcos'altro per loro? Possiamo dire che la riflessione di Tolkien al riguardo rispetta le leggi stabilite da Eru per il mondo da lui creato ma allo stesso tempo è piuttosto peculiare.