Jason e Crystalina Evert, la bellezza dell’amore casto

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Recensione apparsa su Notizie Pro Vita & Famiglia, marzo 2024, n. 127. 

- a cura di Fabio Piemonte.

«Mi diceva che se lo amavo veramente dovevo dimostrarglielo. E così ho fatto. Ma dopo un po’ non voleva più passare il tempo con me; voleva solo stare con il mio corpo», scrive Crystalina Evert. C’è una battaglia tra amore e sensualità dentro il cuore di ognuno. «Dietro tutte le vanterie per le conquiste sessuali di qualche serata in discoteca, ogni ragazzo nutre un desiderio più profondo, quello di amare una ragazza», aggiunge Jason. È quanto scrivono in Aspettare si può (Fede e Cultura 2023, pp. 159) Jason e Crystalina Evert, attualmente marito e moglie, in un appassionante racconto a quattro mani che riprende in maniera dialogica le loro risposte sul tema del sottotitolo: “Purezza e sessualità alla prova del mondo di oggi”. I due coniugi americani girano il mondo per tenere incontri sull’importanza di coltivare amore e castità, condividendo le proprie esperienze e anche i propri errori giovanili senza moralismi, come testimonia il video sottotitolato anche in italiano Amore senza rimorso reperibile su YouTube al link: https://www.youtube.com/watch?v=uzi1SrElQH8 e il sito del progetto che portano avanti insieme “Chastity” con una sezione di materiali disponibili anche in italiano https://www.chastity.com/category/italiano

«La nostra chiamata all’amore è dunque più grande della tentazione verso la sensualità. Riscoprire tale chiamata, che vale in egual modo per uomini e donne, comporta certo lo sforzo di andare al di là della volontà di “usare l’altro” per il proprio piacere. D’altra parte «quando un ragazzo immagina la sua futura sposa, per esempio, non pensa di ottenere qualcosa da lei. Pensa di donarle la sua vita», afferma Jason. E, allo stesso modo, «ogni donna vuole ardentemente l’amore, ma molte di noi hanno sofferto e rinunciato a quello vero. Cominciamo col dirci che l’amore non esiste oppure che non lo meritiamo. Invece esiste e noi ne siamo degne», ribadisce con forza Crystalina. «Tutto quello che le ragazze vogliono è un gentiluomo, un uomo che sappia come onorare una donna nel modo appropriato». Di qui Jason offre diversi consigli anche per vivere bene la fase del corteggiamento, dal prendere l’iniziativa per il primo appuntamento al prepararlo con cura, dal lasciare che al ristorante ordini prima lei, sino al pagamento del conto. Insomma «se hai la sensazione di esserti messo a servizio, stai facendo la cosa giusta», puntualizza. Relativamente al tema della sessualità, Jason invita a «trattare le ragazze nel modo in cui vorresti che un ragazzo tratti la tua futura sposa». Egli constata in realtà una certa schizofrenia da parte dei giovani rispetto allo standard che si pongono per le loro sorelle, futura moglie o figlie e quello che invece riservano alla fidanzata in termini di rispetto della persona, e dunque anche della sua corporeità. Infatti «la qualità dell’amore di un uomo verso una donna si misura dal suo grado di responsabilità nei suoi confronti», osserva con fermezza Jason. D’altra parte, come ha rilevato una ricerca dell’Heritage Foundation, «quanto prima una ragazza ha una relazione sessuale, tanto più potrà soffrire dei seguenti problemi: avere una gravidanza al di fuori del matrimonio; diventare una ragazza madre; contrarre malattie sessualmente trasmissibili; avere diversi partner sessuali; andare incontro a spaccature nelle relazioni; abortire; ridursi in povertà; esser soggetta a depressione; divorziare». Di qui «quando una donna vuole essere impura, l’uomo che la ama deve avere sufficiente controllo sul proprio corpo, e abbastanza premura per l’anima di entrambi, da riuscire a dirle di no», in quanto «un vero uomo non approfitterebbe mai di una donna che non conosce il proprio valore». Certo Jason riconosce l’eroismo che richiede tale impresa, quella di custodire la castità propria e altrui; «ma, attraverso la battaglia per la purezza, un ragazzo giunge ad apprezzare una donna come un dono che deve essere ricevuto, non un obiettivo da conquistare». A questo punto Jason approfondisce il tema focalizzando l’attenzione sulla sessualità nel progetto divino. Ricorda dunque che «il desiderio sessuale è un dono di Dio. L’attrazione sessuale è l’invito. La lussuria è quando accettiamo quell’invito nella maniera sbagliata, fuori dalla nostra chiamata all’amore». Tale dinamica è opportunamente illuminata dalle parole di sant’Agostino: «La lussuria assecondata diventa un’abitudine e l’abitudine cui non si resiste diventa necessità». Di qui Jason suggerisce innanzitutto ai giovani di imparare a vigilare sui propri pensieri, dal momento che «se riesci a controllare i tuoi pensieri sulle donne, controllerai le tue parole, i tuoi occhi e le tue azioni. Dio si preoccupa della purezza dei tuoi pensieri, perché essi rivelano lo stato del tuo cuore». Si tratta, in special modo per il credente, di imparare a «pensare a una donna senza desiderarla sessualmente, chiedendo a Dio la grazia di riuscire a vederla nel modo in cui Lui la vede». Se «Dio ha assegnato come un dovere a ogni uomo la dignità di ogni donna», come osservava acutamente san Giovanni Paolo II, bisogna impegnarsi a custodire il proprio sguardo evitando quella pornografia che degrada la dignità della persona rendendo l’uomo «un ingordo mai sazio». Oggi sono tanti i single allettati dalla fantasia di avere donne perfette sempre a propria disposizione al punto da rifuggire «la possibilità di un rifiuto da parte di una donna o del peso dell’impegno. Si ripiegano su se stessi e non sperimentano mai la gioia dell’amore sacrificale, per paura delle sue richieste». In tal senso la masturbazione, spesso legata al consumo di pornografia, «non è nemmeno l’ombra dell’amore»; è soltanto uno sterile ripiegamento su se stessi che tradisce il fine oggettivo dell’atto sessuale, che è l’unione tra l’uomo e la donna e la procreazione di una nuova vita, e per di più «rafforza l’idea che l’uomo necessiti di gratificazione sessuale in qualunque momento lo desideri e danneggia la capacità di amare, perché si resta legati a fantasie». Inoltre la masturbazione «indebolisce l’idea che un uomo ha di se stesso e lo rende schiavo della sua debolezza», l’esatto opposto delle qualità di coraggio, sicurezza e forza che una donna ricerca in un uomo. «Il sesso sicuro è un mito», sostiene ancora Jason riguardo all’uso del preservativo che, secondo recenti studi americani, proteggerebbe soltanto in minima parte dal rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, tra cui in particolare herpes, Hpv (papilloma virus), clamidia e gonorrea a livello dell’apparato genitale femminile. Riflettendo ancora sul significato del profilattico - «segno esteriore di un egoismo: stai proteggendo te stesso» - e del “sesso protetto”, egli evidenzia con franchezza che «se devi proteggerti nel momento in cui dovresti far dono di te stesso, c’è qualcosa che non va. Perché questa paura? Se non sei pronto a essere padre, allora non sei pronto per il sesso». Al contrario l’«autocontrollo ti rende libero di amare». D’altra parte «il marito sa che dare via la tua libertà per amore ti salva da te stesso. Ti libera, perché ti rende libero di amare». Certamente il cammino per custodire la purezza è impegnativo, per cui richiede l’aiuto della grazia divina. Di qui Jason invita i giovani a porsi obiettivi realistici; a fuggire la pigrizia e le tentazioni evitando le occasioni di peccato; a vigilare sugli occhi e le parole; a digiunare, poiché «la gola è l’avanguardia dell’impurità» (Escrivà); a pregare, invocando in special modo l’angelo custode, la Vergine Maria, San Giuseppe e i santi; a perseverare con pazienza senza cedere allo scoraggiamento; a confessarsi e comunicarsi frequentemente per ricevere da Dio la forza di vincere la concupiscenza della carne. Jason affronta infine il tema dell’omosessualità, sottolineando come «anche se le persone hanno attrazioni di questo tipo», possano cioè provare pulsioni omoerotiche, «i loro corpi restano eterosessuali, cioè fisicamente orientati verso l’altro sesso». Di qui ricorda che «i desideri sessuali non costituiscono la sua identità»; pertanto anche chi sente tali pulsioni può imparare ad amare accogliendo la sfida di uno stile di vita casto, «scegliendo di glorificare Dio con il proprio corpo». Insomma, come ogni virtù, la castità richiede a ciascuno impegno e spirito di sacrificio ma, per dirla con san Giovanni Paolo II, è «la via infallibile alla gioia». «Sono una ragazza occasionale o una ragazza per sempre?». Si apre con questa domanda provocatoria la riflessione di Crystalina Evert, che poi aggiunge: «Non avere paura che qualche ragazzo possa piantarti se non gli concedi il tuo corpo. Lascia che lui abbia paura di perdere te, a meno che non capisca come rispettarti. Nel mio giro di amici la verginità era vista come una imbarazzante mancanza di esperienza. Ti faceva sentire una puritana oppure una che non riusciva ad avere un appuntamento. Era praticamente una maledizione». Ella racconta così la sua esperienza, dall’ossessione di avere un corpo perfetto all’accettazione di sé; dal vestirsi secondo la moda per sedurre al «vestirsi con semplicità, scoprendo la sicurezza che viene dal rispetto per se stessi». D’altra parte «è più emozionante essere amata da un uomo o essere fissata con sguardo ebete da molti?». Su questo punto osserva ancora acutamente che «ciò che li vince è ciò che li tratterrà. Se sono stati persuasi da un corpo, sarà per il corpo che decideranno di rimanere (almeno finché non si stancheranno o non perderanno il rispetto)». Le ragazze hanno insomma il delicato compito di favorire la consapevolezza anche nei ragazzi che «la lussuria porta tensione e l’amore porta pace», e quindi di provare a «tirare fuori il meglio da loro», evitando di ricercare solo approvazione e consenso. Si tratta dunque «di evitare di fare con un ragazzo tutto quello che non vorresti che una ragazza faccia con il tuo futuro marito». Crystalina svela poi alcuni inganni nei quali è facile cadere. Il primo è la paura di “dire no” al sesso per timore di perdere il proprio fidanzato, che nasconde in fondo un’altra paura, «quella che il ragazzo la cerchi solo per il piacere che lei gli dà». Ma «la purezza non rovina le relazioni»; anzi, al contrario, le salva. Il secondo è la pretesa di decidere di non avere rapporti sessuali «finché non sarò pronta». Raccontarsi ciò significa però di fatto che «stiamo provando a definire quando è giusto fare sesso in base all’intensità delle nostre emozioni», irriflessive e passeggere. Al contrario bisogna «avere il coraggio di prendersi tempo far fiorire l’amore». Di qui l’invito radicale di Crystalina a «troncare le storielle senza senso, prima ancora che esse abbiano inizio». Allo stesso modo ribadisce senza mezzi termini che «se un maschio continua a cercare di fare qualcosa di impuro anche dopo che la ragazza gli ha detto di no, e lei non lo lascia, allora è lei stessa che gli sta insegnando a mancarle di rispetto. E lo perderà inevitabilmente, perché lui non la ama sul serio, sta solo cercando di ottenere quello che vuole. Se ti preoccupi sempre che un ragazzo possa rifiutarti se non gli concedi qualche piacere sessuale, stai perdendo l’opportunità di spronarlo a diventare un uomo. È proprio qui, dove tu pensi di essere più debole, che in realtà hai più potere». È necessario anche evitare l’insidia di utilizzare il sesso come un’arma «per ottenere la loro attenzione, per fargliela pagare o per guarire la nostra autostima ferita». Un altro pericolo ricorrente dal quale ella mette in guardia riguarda l’intrecciare relazioni amorose nella speranza che lui cambi: «Impegnati con un ragazzo solo se ti piace esattamente com’è. Altrimenti, ti stai legando con un uomo che esiste solo nella tua immaginazione». Rispetto all’aspirazione da “crocerossine”, Crystalina aggiunge ancora che «non è compito tuo proteggerlo da se stesso. Dopotutto, come potrebbe prendersi cura di te se non sa prendersi cura di sé?». Di qui ella elenca alcuni criteri per capire quando è bene lasciare il proprio fidanzato, tra i quali «se beve o si droga, se senti il bisogno di migliorarlo, se ti impedisce di raggiungere i tuoi obiettivi e realizzare i tuoi sogni, se ti insulta o picchia, se ti mente o ti tradisce, se ti tiene sotto controllo, se hai dovuto dirgli più di una volta di smetterla, se usa il senso di colpa per farti fare quello che vuole, se non sa essere indipendente senza di te, se non sai essere indipendente e rimanere pura con lui». Infatti è talvolta un bene essere single per conoscersi e imparare a saper stare da sole, «altrimenti potremmo rischiare di cercare la nostra identità nei ragazzi». Relativamente poi al legame tra sessualità e salute della donna, oltre a ribadire i pericoli delle malattie sessualmente trasmissibili già evidenziati dal marito Jason, Crystalina si sofferma in linea generale sugli effetti delle pillole contraccettive, tutti assolutamente negativi e deleteri (fino all’abortività del figlio in grembo), e soprattutto sulle conseguenze dell’aborto in termini di sindrome post-abortiva. Una donna non deve inoltre mai pensare di “essere da buttare” perché magari ha subito delle violenze. Crystalina incoraggia nel merito la vittima con premura: «Se hai subito degli abusi, stai certa che, nonostante tu non possa cambiare il passato, puoi impedire che esso decida il tuo futuro». A tal proposito ricorda, con le parole di santa Teresa di Calcutta, che ciascuna ha un Padre «che sente la tua mancanza quando non ti avvicini. Ha sete di te. Ti ama sempre, anche quando non ti senti degna. Quando non ti senti accettata dagli altri, persino da te stessa a volte, Lui è l’unico che ti accetta sempre. Credi solo che per Lui tu sei preziosa». Infine, citando Fulton Sheen, Crystalina conclude che in sostanza «Maria è colei che ogni uomo ama quando ama una donna. Lei è il segreto desiderio che ogni donna ha di essere onorata e protetta; Lei è il modo in cui ogni donna esige rispetto e amore per la fulgida bellezza del suo corpo e della sua anima».


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