"Non era più lui": come papa Ratzinger ha riscritto la Storia

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Pubblicato su Repubblica Bari, 31 marzo 2023.

 

- a cura di Anna Piscopo

Il volume di Federico Michielan fa luce sull'istituzione inedita dello status di pontefice emerito. Nel libro la prefazione di Nicola Bux e le parole di Francesco Patruno.

Ci sono parole capaci di cambiare il corso della storia. Quelle pronunciate il Primo febbraio 2013 da papa Benedetto XVI per comunicare al mondo intero le sue dimissioni sono tra queste. Parole contenute nella cosiddetta declaratio. Un evento che ha creato una frattura, scrivendo una nuova pagina non solo della storia della Chiesa cattolica, ma anche del pensiero occidentale legato a un'istituzione monocratica che non prevede dualismi. Da questo evento parte il ragionamento documentato da Federico Michielan nel libro Non era più lui. Una risposta al Codice Ratzinger sulla rinuncia di Benedetto XVI (edito da Fede & Cultura), con una prefazione di monsignor Nicola Bux (barese di nascita, di Ratzinger è stato amico e collaboratore quando era cardinale), e un'intervista a cura di Gaetano Masciullo a Francesco Patruno, avvocato e dottore in scienze canonistiche ed ecclesiastiche all'Università di Macerata e collaboratore all'Università di Bari.

Mentre il volume stava andando in stampa, Ratzinger ci ha lasciato, lo scorso 31 dicembre, all'età di 95 anni. Tuttavia, resta un prima e un dopo quelle dimissioni. E la domanda se sia lecito tutto quello che è avvenuto nei 17 giorni intercorsi tra la rinuncia e le effettive dimissioni. Periodo definito di "quasi vacanza" ma in cui si sono ridefiniti alcuni aspetti con ricadute immediate.

In quei giorni infatti, cuore caldo del libro di Michielan, laureato in Giurisprudenza a Ferrara, organista, maestro di coro e consigliere comunale a Scorzè in provincia di Venezia, Ratzinger ha emanato nuove regole per lo svolgimento del conclave. Non solo: ha preso, sottolinea l'autore, decisioni inedite riguarda il suo "trattamento", gli abiti da indossare, la dimora in cui vivere. E soprattutto ha introdotto l'istituto del "papa emerito". Il libro nasce come risposta al bestseller Il Codice Ratzinger del giornalista Andrea Cionci. La tesi di fondo di Andrea Cionci è che il papa avrebbe rinunciato al ministerium, cioè al servizio al quale era stato chiamato con l'elezione del 19 aprile 2005, e non al munus, che in latino significa funzione. In altri termini avrebbe rinunciato a fare il papa, non a essere papa. Utile nell'introduzione la precisazione di monsignor Bux: "In verità, Benedetto non ha mai nascosto che ha rinunciato a entrambi, mantenendo una sorta di compito (munus) mistico a sostegno spirituale del nuovo papa".

Una questione ontologica - il titolo è indicativo di questo senso - Non era più lui - "Lui chi?", verrebbe da chiedersi. Lui il papa o lui l'uomo, il cardinale, il teologo chiamato a guidare il ministero di guida della Chiesa? A queste domande il libro di Federico Michielan prova a dare delle risposte, con documenti e fonti di diritto canonico alla mano, spazzando via ogni tipo di congettura o di teoria complottista su papi e antipapi, o "due papi". Con l'avvocato Patruno poi si ragiona sul fatto se "potrebbe un futuro papa disciplinare lo status del papa rinunciante?".

Il punto è se la rinuncia di Benedetto XVI sia stata valida, nonostante ci siano stati altri episodi nel corso della storia, ma nessuno prima di lui aveva parlato di papa emerito (termine invece riferito ai cardinali). Uno degli aspetti interessanti è la volontà di andare a fondo nelle motivazioni con cui Benedetto XVI ha rinunciato al suo ruolo. Parole che avrebbero celato degli indizi per cui il papa sembrerebbe quasi essere stato introdotto a quelle dimissioni.

Un problema giuridico quello posto in Non era più lui, ma anche morale. Di fatto, Benedetto ha messo sotto gli occhi di tutti un concetto che spesso nella società moderna, "liquida" per dirla con Bauman, viene sottovalutato: nessuno è infallibile. Nemmeno un papa. Ma i progetti a volte sono più grandi. Sarebbe pretestuoso o, perlomeno, incompleto cercare di analizzarli tutti. E, diciamolo, perderebbero in parte il loro fascino.


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