Come sempre in Tolkien, i personaggi non si riducono mai alla loro ispirazione, ma inglobano anche altre caratteristiche per dare origine a dei prodotti unici: è il caso dei Rohirrim, i Cavalieri di Rohan, che sembrano gli Anglosassoni della Mercia (il Mark della Terra di Mezzo) e parlano in antico inglese ma allo stesso tempo vanno a cavallo, cosa che gli Anglosassoni non facevano.
Che differenza c'è tra "I Figli di Húrin" e "Beren e Lúthien"/"La Caduta di Gondolin"? Quali sono stati i diversi approcci di Christopher nella riproposizione dei tre volumi dedicati ai tre grandi racconti della Prima Era?
Spesso si connette l'errore di leggere "Il Silmarillion" come se fosse la Bibbia. In realtà, il mondo delle leggende della Terra di Mezzo riguarda il Mondo Secondario creato in modo indipendente da Tolkien e soprattutto quel meccanismo di trasmissioni, traduzioni e mediazioni linguistico-filologiche che riguarda tutta la narrativa tolieniana: un modo per rintracciare frammenti della luce originaria, ricostruibile mettendo insieme i diversi punti di vista.
Con la pubblicazione del quarto volume della "Storia della Terra di Mezzo", "La formazione della Terra di Mezzo", e in attesa del prossimo "The Lost Road and Other Writings", cominciamo ad avere un esaustivo panorama di quello che Tolkien intendeva come "Primo Silmarillion" da pubblicare nel 1937, subito dopo il successo de "Lo Hobbit". Una storia piuttosto diversa che andava sempre più sviluppandosi e stratificandosi, che lo stesso Tolkien non riuscì più a riprendere in mano dopo averla abbandonata 18 anni prima...
Contrariamente a quel che la maggior parte delle persone pensa, i Palantiri permettono di vedere non il futuro ma il passato: per questo si connettono alla figura di Denethor, il personaggio che maggiormente si connette allo sterile culto della memoria che lo connette agli Elfi ma fa di lui un "pagano" nell'accezione peggiore del termine, pronto a sacrificare tutto in nome del mantenimento della sua posizione e ostile a ogni cambiamento.