Il senso mistico-allegorico della Messa spiegato

crisi della Chiesa recensioni Tradizione & Liturgia

Pubblicato su Radio Spada, 23 giugno 2019. 

- a cura di Luca Fumagalli

A otto anni dalla pubblicazione in Francia, vede finalmente la luce, per i tipi di Fede & Cultura, l’edizione italiana del volume Una foresta di simboli, a firma del reverendo Claude Barthe. Il libro, il cui titolo rimanda alla nota poesia Corrispondenze di Charles Baudelaire, è ben documentato, accessibile a tutti, e tratta del significato mistico-allegorico della Messa di San Pio V secondo uno stile eminentemente dottrinale e spirituale.

Del resto, come sottolinea il cardinale Robert Sarah, autore della prefazione, in seguito al declino del commento mistico della Messa dopo la fine del XVII secolo e anche a causa della catechesi contemporanea – dal razionalismo al metodo
storico-critico novecentesco il passo fu breve – almeno da una cinquantina di anni la maggior parte dei fedeli ignora il senso allegorico della Messa, e ciò è di pregiudizio a una giusta comprensione, conforme alla dottrina cattolica, del Mistero della Fede che è celebrato nella Liturgia. Al crescente disinteresse per la Messa “tradizionale” – l’uso delle virgolette è d’obbligo – si è poi aggiunto, in concomitanza con l’introduzione del Novus Ordo montiniano, lo svilimento del rito a parata collettiva, tutta chitarre e schiamazzi, in cui ogni sacralità è assente.

È dunque importante imparare a scoprire o a riscoprire la Liturgia della santa Messa come la Chiesa l’ha trasmessa, a partire da una spiegazione mistica e allegorica autentica, che costituisce in qualche modo la sostanza dei riti, proprio come la linfa, invisibile sotto la corteccia di un albero, lo irriga dandogli vita e crescita.

Il pericolo, infatti, è quello di cadere nell’errore di considerare la Messa come un’opera puramente umana, suscettibile di cambiamenti e manipolazioni, perdendo al contempo il profondo significato spirituale che si nasconde dietro ogni suo più piccolo dettaglio: dai paramenti ai gesti del sacerdote, dalle preghiere agli oggetti del culto divino. Nella Liturgia ogni cosa fa leva sul sensibile, ma solo per superarlo costantemente. Non a caso Pio XII, nell’enciclica Mediator Dei, non mancò di sottolineare come il sacrificio dell’altare, interamente riferito al sacrificio del Golgota, si attui con il rendersi presente del Cristo glorioso sotto il segno delle specie separate; esso è un atto di oblazione e di immolazione che si realizza attraverso la doppia consacrazione.

In Una foresta di simboli Claude Barthe spiega le cerimonie della Messa romana con precisione ed erudizione, non disdegnando nemmeno qualche puntatina nella storia della liturgia e attingendo a una lunga tradizione interpretativa che risale ai Padri della Chiesa. Due sono le chiavi di lettura di questa tradizione: la Messa come teologia della vittoria, con il sacrificio dell’Agnello che trionfa sul peccato e sulla morte, e il corso della Liturgia come storia della salvezza, dell’ingresso di Cristo nel mondo (l’introito) all’Ascensione (il congedo).

Nell’insieme si tratta dunque di un volume interessantissimo, un utile vademecum non solo per chi si avvicina al cosiddetto Vetus Ordo per la prima volta, ma anche per tutti coloro che desiderano capire ancora più a fondo il senso di una Messa a cui sono abituati già da tempo. Ne deriverà sicuramente una rinnovata consapevolezza nonché una non meno importante crescita spirituale.


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